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OMS: CARNE E TUMORI AL COLON RETTO E IN GENERALE

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ALLARME OMS : CARNE E TUMORE AL COLON RETTO?

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Da pochi giorni (26 Ottobre 2015) ha destato molto scalpore la notizia che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), agenzia dell’ONU che si occupa di salute e medicina e quindi una tra le massime autorità nel settore, ha dichiarato che una dieta alimentare comprendente carne animale lavorata, ossia insaccati, pancetta, bacon e affini, aumenta il rischio di contrarre il tumore al colon. Il tutto, con evidenza sperimentale. Nel report si legge anche che il consumo di 50g di carne lavorata al giorno, l’equivalente di una salsiccia, aumenta la probabilità di sviluppare il cancro del colon del 18%. «Per una persona, il rischio di sviluppare il cancro al colon a causa del consumo di carne processata resta piccolo, ma aumenta in proporzione alla carne consumata», ha detto Kurt Straif, dottore a capo dello IARC Monographs Programme.

Quanto é grande questo rischio? C’é chi dice piccolo, ma qualcun’altro ha stimato il problema in maniera più complessiva inglobando anche le carni rosse (Cancer Research UK) arrivando a dichiarare su base sperimentale che il 21% dei tumori intestinali sono causati da carni lavorate o rosse, contro ad esempio l’86% dei tumori al polmone che sono causati dal tabacco; complessivamente, il 19% di tutti i tumori sarebbe causato dal tabacco, e “solo” il 3% sarebbe correlato al consumo di carne. Sta quindi all’individuo decidere se questa sia una percentuale di rischio assumibile o meno.

Consumo di carne nel mondo - 2014
Consumo di carne nel mondo – 2014

 

Lo IARC o International Agency for Research on Cancer, é l’organismo internazionale con sede a Lione, in Francia, che fa parte dell’OMS e che detta le linee guida sulla classificazione del rischio relativo ai tumori di agenti chimici e fisici. E in questo caso, le carni lavorate sono state messe nel Gruppo 1 (=sostanze cancerogene per l’uomo) in una lista di 118 sostanze dove sono anche presenti il tabacco da sigarette, l’amianto, l’arsenico e la benzina.

Lo studio é stato avvalorato da 22 esperti provenienti da 10 paesi.

Come se non bastasse, l’OMS ha inoltre dichiarato che sussistono «prove non definitive» che indicaio-sto-con-la-pancettano che anche la carne rossa (suini, bovini e ovini) è “probabilmente cancerogena” (classificazione 2A).

Le reazioni  e le argomentazioni dell’industria della carne, e l’incredulità di tanti, non si sono fatte attendere, e pure la nascita istantanea sui social-network di “gruppi di resistenza” (resistenza…a che cosa?).

I giornali e i quotidiani insistono che non é il caso di fare allarmismo, visto che “tutto fa male”, che una probabilità non é una certezza, che si mangia questo cibo da sempre, che i vantaggi nel mangiare carne superano gli svantaggi, etc etc. Noi di ibioveg “approfittiamo dell’onda” per illustrare – a chi ci vorrà seguire in questo percorso dal fine informativo e il più possibile scientifico – che non si tratta di una novità, e che ci sono altri studi ed elementi rappresentativi altrettanto allarmanti, che dovrebbero accendere in noi un campanello d’allarme precauzionale. Incominciamo…

PRECEDENTI ALLA RELAZIONE OMS:

EVIDENZE SPERIMENTALI CIRCA IL CANCRO AL COLON RETTO CORRELATO AL CONSUMO DI CARNE
STUDI DI CORRELAZIONE TRA FATTORI DIETETICI E INSORGENZA DI TUTTI I TUMORI
POSSIBILI SPIEGAZIONI DELLA CONNESSIONE CARNE-RISCHIO TUMORALE
EVIDENZE SPERIMENTALI CIRCA L’INCIDENZA DEL TUMORE AL SENO CORRELATO AL CONSUMO DI GRASSI ANIMALI
IL CANCRO ALLA PROSTATA CORRELATO AL CONSUMO DI ACIDI GRASSI ANIMALI

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Ciao mi chiamo Barbara, e sono vegetariana dall'età di 14 anni. Sono veterinaria, ispettore BIO, appassionata di alimentazione a base vegetale in ambito umano e animale.
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