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PRECEDENTI ALLA RELAZIONE OMS: IL CANCRO AL COLON RETTO CORRELATO AL CONSUMO DI CARNE

[:it]Come nel caso del cancro al seno, il consumo frequente di carne, in particolare rossa, è associato ad un aumento del  rischio di cancro al colon. I grassi totali e grassi saturi, che tendono ad essere sostanzialmente più elevati nei prodotti di origine animale  rispetto agli alimenti di origine vegetale, e lo zucchero raffinato, aumentano  i rischi di cancro al colon. Presso la Harvard University, i ricercatori indagando  sulla carne rossa, hanno scoperto  che le persone che mangiano carne di manzo, maiale, agnello quotidianamente hanno circa tre volte più probabilità di cancro del colon rispetto alle persone che generalmente evitano questi prodotti. Uno studio tossicologico di 32 casi e 13 studi di gruppo hanno concluso che il consumo di carne è associato ad un aumento del rischio di tumore al colon-retto, e l’associazione risulta essere ancora piu’ evidente per le carni lavorate. La recente pubblicazione Cancer Prevention Study II,  illustra uno studio che ha coinvolto 148.610 umani adulti fin dal 1982. Chi nel gruppo assumeva carne rossa e lavorata in quantità elevate aveva un rischio più elevato dal 30% al 50% di insorgenza tumorale al colon rispetto a coloro che ne mangiavano meno. In questo studio vengono definiti elevato il consumo di carne rossa se superiore a 85gr/giorno di manzo o agnello o maiale per gli uomini e 56gr/giorno per le donne, ossia la quantità contenuta in un classico hamburger. Viene altresì definita elevata l’assunzione di carne lavorata se superiore a 1/4 di etto mangiato 5 o 6 volte a settimana per gli uomini, o 2 o 3 volte a settimana per le donne, l’equivalente di una fetta di prosciutto. Inoltre, studi precedenti hanno indicato che coloro che consumano carne bianca, particolarmente pollo, hanno circa un rischio di cancro al colon tre volte più elevato, rispetto ai vegetariani.logo-oms
Gli acidi biliari secondari sono probabilmente parte del problema. Per assorbire il grasso, il fegato produce la bile e la immagazzina nella cistifellea. Dopo un pasto, la cistifellea rilascia acidi biliari nell’intestino, che modificano chimicamente i grassi consumati in modo che possano essere assorbiti. Purtroppo i batteri nell’intestino trasformano questi acidi biliari in sostanze promotori del cancro chiamati acidi biliari secondari. Le carni non solo contengono una notevole quantità di grasso, ma favoriscono anche la crescita di batteri che causano la formazione di acidi biliari secondari che sono notoriamente cancerogeni.

I metodi di cottura che promuovono la formazione di HCA, si ritiene possano svolgere un ruolo significativo nell’aumento del rischio di cancro del colon-retto. Uno studio epidemiologico-tossicologico condotto in North Carolina ha analizzato gli effetti dell’assunzione di carne per livello di cottura e metodo di cottura. A seguito dell’assunzione di HCA in 620 pazienti affetti da cancro del colon e su una base di 1.038 controlli, ha scoperto che non solo il consumo di carne era associabile al rischio di cancro al colon, ma anche che la cottura in padella era il modo più rischioso per la preparazione di carni, a causa della elevata formazione di HCA a contatto con le pareti roventi. Inoltre una conferma della correlazione tra la cottura tramite frittura e il rischio di tumore del colon-retto è stata anch’essa fornita nello studio di cui sopra, nella misura di un aumento del rischio di cancro al colon quasi del doppio, e di rischio di cancro del retto fino al 60 per cento.

Il cancro colonrettale è in costante aumento, e sta diventando sempre più comune tra i giovani adulti, secondo un’analisi dell’ American Cancer Society. I tassi di incidenza tra gli adulti di età 20-49 è aumentato 1,5% l’anno negli uomini e 1,6% all’anno nelle donne dal 1992 al 2005. L’incremento è legato a tassi di obesità, un importante fattore di rischio per il tumore del colon-retto. L’aumento del consumo di carne (soprattutto nei fast food) negli ultimi tre decenni, potrebbe anche essere un fattore chiave. Studi precedenti hanno suggerito che le diete prive di carni rosse e lavorate e ricche di alimenti vegetali possono ridurre in modo significativo l’incidenza del tumore al colon-retto.[:]

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Livio

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Mi chiamo Livio, sono bolognese, vegetariano da 8 anni. Sono animalista, appassionato di cucina e programmatore informatico. Debbo recuperare quote di etica animale per il mio passato onnivoro, collaborando qui 😀
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