EVIDENZE SPERIMENTALI CIRCA L’INCIDENZA DEL TUMORE AL SENO CORRELATO AL CONSUMO DI GRASSI ANIMALI

[:it]Nei paesi con un’ più alta assunzione di grassi, soprattutto grassi di origine animale, quali carne e prodotti lattiero-caseari, c’è  una maggiore incidenza di cancro al senoIn Giappone, ad esempio, la dieta tradizionale ha un contenuto più basso in grassi rispetto all’equivalente dieta tipica occidentale, ed i tassi di incidenza di tumore al seno sono bassi. Nel 1940 questa malattia seno_breastera particolarmente rara in Giappone, e parallelamente meno del 10 per cento delle calorie nella dieta locale proveniva dai grassi animali. La dieta occidentale, ed in particolar modo quella americana, è invece incentrata sui prodotti di origine animale, con il 30-35% di calorie provenienti da essi, ed é generalmente povera di altre sostanze nutrienti importanti. Quando le ragazze giapponesi seguono la dieta occidentale, il  tasso di cancro al seno aumenta drasticamente. Anche all’interno del Giappone, le donne benestanti che mangiano carne tutti i giorni hanno un rischio ben 8,5 volte più alto di ammalarsi di cancro al seno rispetto alle donne più povere costrette per motivi economici ad un’alimentazione più “vegetale”. Una delle spiegazioni più plausibili è che i cibi grassi determinano un aumento degli ormoni che promuovono l’insorgenza dei tumori.

Secondo nuove ricerche dello Shanghai  Women’s Health Study, l’assunzione di alimenti a base di soia fornisce protezione contro il cancro al seno pre-menopausa quando consumati durante l’adolescenza e da adulti. Il consumo abituale di soia di 73.223 donne cinesi durante l’età adulta e l’adolescenza è stata valutato dopo un follow-up medio (=periodo di raccolta dati) di 7,4 anni. Dallo studio di questa rilevante base dati é emerso che le donne con la più alta assunzione di proteine e di isoflavoni contenuti nella soia rispetto a quelle con assunzione minore hanno avuto circa la metà del rischio di insorgenza di cancro al seno pre-menopausa indipendentemente dall’età avuta al momento del consumo. Invece nessuna correlazione o efficacia significativa della soia o degli alimenti derivanti è stata trovata relativamente all’insorgenza del cancro al seno post-menopausale. Il consumo di cibi ad alto contenuto di grassi, come i prodotti a base di carne, i latticini, i cibi fritti, e persino gli oli vegetali, inducono nella donna una maggiore produzione di estrogeni, che favoriscono la crescita di cellule tumorali nel seno e negli altri organi sensibili agli ormoni sessuali femminili. Questo suggerisce che, evitando l’assunzione di cibi grassi per tutta la vita, il rischio di cancro ormono-dipendenti diminuisce drasticamente. Uno studio del 2003, pubblicato sul Journal of National Cancer Institute, ha scoperto che le bambine  dagli otto ai dieci anni di età che riducono i grassi nella loro dieta, aumentando il consumo di verdure, di frutta, di cereali e di fagioli, vedono calare seppur lentamente i loro estrogeni, ed in particolare l’estradiolo che arriva ad un 30% in meno, ad un livello considerevolmente più basso e più sicuro negli anni successivi rispetto a un gruppo di coetanee che non modificano la loro dieta.

Ricercatori di Harvard hanno recentemente condotto un’analisi prospettica di 90,655 donne in pre-menopausa, di  età compresa tra i  26 ed i 46 anni, anni iscritte al Nurses ‘Health Study II. ricercatori_researcherEssi hanno determinato che l’assunzione di grassi animali, in particolare di carne rossa e di prodotti lattiero-caseari ricchi di grassi, negli anni pre-menopausa è associata a un aumento del rischio di cancro al seno. L’aumento del rischio non è invece correlato all’assunzione di grassi vegetali.

Inoltre, i ricercatori del Cancer Institute dell’Ontario hanno condotto un’analisi di tutti gli studi epidemiologici e di gruppo fino a luglio 2003; sulla base di quanto emerso dagli altri studi, anche questi hanno studiato le correlazioni tra i grassi alimentari, gli alimenti contenenti grassi, ed il rischio di cancro al seno. Lo studio epidemiologico e lo studio di gruppo hanno prodotto tabelle di rischio similari, evidenziando come un’elevato apporto di grassi totali é associato ad un aumento del rischio di tumore al seno. E’ stato evidenziato come connesso all’assunzione di carne e di grassi animali l’aumento del  rischio di cancro del 17% nel caso di elevata assunzione di carne e del 19% nel caso di elevato consumo di grassi animali.

I diversi studi dimostrano come il consumo di carne può essere un fattore di rischio di cancro al seno anche quando l’apporto calorico totale e quindi l’assunzione totale di grassi viene dieteticamente controllato. Una delle ragioni può essere che la carne cotta ad alte temperature diventa fonte di sostanze cancerogene e / o mutagene, come l’ HCA. Uno studio ha mostrato che l’HCA tende ad accumularsi nella ghiandola mammaria, e che in seguito é possibile che si attivi metabolicamente.[:]

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Livio

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Mi chiamo Livio, sono bolognese, vegetariano da 8 anni. Sono animalista, appassionato di cucina e programmatore informatico. Debbo recuperare quote di etica animale per il mio passato onnivoro, collaborando qui 😀
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